Ultima modifica: 14 Dicembre 2020
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Affrontare insieme la DaD: la replica del Martinetti

Il 1° dicembre la giornalista Lydia Massia ha pubblicato sulla Sentinella un articolo, frutto dello sfogo di due studentesse del Martinetti che lamentano le difficoltà psicologiche, fisiche e mentali imposte dall’isolamento forzato e in particolare dai ritmi della Didattica a Distanza, i cui carichi di lavoro eccessivi risultano fonte di stress e disagio. Il nostro istituto, pur consapevole dei limiti della DaD e della fatica che una sua attuazione seria comporta a carico di tutti i soggetti della comunità scolastica, ha voluto esprimersi compatto e replicare in ottica costruttiva in merito alla questione: riportiamo una serie di testimonianze di docenti e studenti, attori e protagonisti della DaD, che ne raccontano senza retorica la quotidiana realtà.

Prof.ssa Francesca FOTI, docente di IRC e Funzione Strumentale “Star bene a scuola”

“Fin dall’inizio delle misure restrittive conseguenti all’emergenza sanitaria il nostro Istituto si è preoccupato di garantire il diritto allo studio, ma anche il benessere psico-fisico, in primis degli studenti.

Da oltre 20 anni è attivo lo Sportello di Ascolto (rivolto agli studenti, ai genitori e a tutto il personale della scuola) di supporto alla sfera emotiva, psicologica, didattica e alla motivazione allo studio.

Come già accaduto per gli ultimi mesi dello scorso anno scolastico, la Dirigente e gli insegnanti si sono preoccupati di attivare lo Sportello attraverso la piattaforma di Google Meet. Infatti, la dott.ssa Claudia Giordana, psicologa e psicoterapeuta, si è messa a disposizione della scuola per supportare gli alunni nei confronti delle fragilità del momento contingente, favorendo l’inclusione nell’attività didattica e la socializzazione.

Obiettivo importante è stato non tralasciare nessuno, ragazzi più fragili per diversi motivi, familiari, sanitari, di disabilità, economici, fornendo loro anche gli strumenti informatici necessari (pc, tablet, router per agevolare la connessione alle attività scolastiche).

Gli insegnanti di sostegno hanno cercato nel migliore dei modi di supportare i ragazzi durante questo periodo, sia in orario scolastico che extra scolastico, sforzandosi di supplire alle molteplici difficoltà che via via si presentavano.

In un confronto recentemente emerso tra rappresentanti degli studenti, dei genitori e docenti in Consiglio di Istituto, gli studenti hanno fatto presente le difficoltà emotive e sociali nelle quali loro si muovono, e gli insegnanti e la Dirigenza hanno manifestato il loro appoggio e sostegno. Il Patto educativo con le famiglie sottoscritto e firmato all’inizio dell’anno scolastico non è lettera vuota di significato.

La scuola è fatta dai ragazzi per i ragazzi, senza di loro non esiste scuola”.

Prof.ssa Sara Savoia, docente di Lettere

“Il nostro istituto ha intrapreso la Didattica a Distanza, attivandosi con tempestività, sin dal principio della chiusura degli edifici scolastici, a marzo 2020. Da quel momento il personale della comunità del Martinetti non ha mai smesso di lavorare per perfezionare tale strumento.

Tutti, insegnanti e studenti, ci rendiamo conto che questa modalità non potrà mai supplire alla didattica in presenza, alla quale auspichiamo un ritorno a breve: ma è innegabile che nelle attuali circostanze è fondamentale mantenere il filo del rapporto educativo attraverso gli strumenti informatici. Il Martinetti è da sempre attento al benessere dei propri ragazzi: stare bene a scuola è il presupposto dell’andare bene a scuola, e il nostro istituto non ha mai dimenticato, nemmeno durante questo periodo della DDI, che la serenità degli studenti è la precondizione imprescindibile per un proficuo percorso formativo.

La mia esperienza con la DDI, come quella dei colleghi, è costruita giorno dopo giorno in risposta alle esigenze e alle risposte didattiche ed emotive dei miei studenti: le lezioni online, che si avvalgono della piattaforma Classroom, sono sempre accompagnate da materiale informatico di supporto, rappresentato da mappe concettuali, appunti, largo ricorso a video ed immagini, che rendono ciascuna lezione multimediale e variata. Ampi spazi sono dedicati al confronto, alla costruzione attiva e partecipata delle conoscenze tramite discussioni e dibattiti, talvolta preceduti da un lavoro di ricerca e di documentazione autonomi da parte degli studenti, che dunque contribuiscono allo sviluppo delle unità di apprendimento tramite la modalità flipped classroom. La costruzione delle competenze viene poi stimolata tramite la creazione di prodotti digitali, che favoriscono un apprendimento attivo sia del contenuto didattico sia delle TIC.

Non bisogna poi dimenticare che, sebbene a distanza, il nostro istituto non ha mai smesso di coinvolgere i propri allievi in attività di approfondimento ed arricchimento dell’offerta formativa: penso ad esempio alla diretta streaming con esperti nel settore in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, ai progetti di scambio internazionale quali Transalp, la Semana del español e Identity, al progetto “Ricercatori in classe” in collaborazione con la Fondazione Veronesi. I ragazzi hanno accolto con entusiasmo queste iniziative, che dimostrano che l’offerta formativa del Martinetti è rimasta varia e ricca, semplicemente trasferendo in rete quanto per il momento non è possibile sostenere in presenza.

Né l’istituto e i singoli docenti sono insensibili all’affaticamento che una didattica dietro un monitor inevitabilmente comporta: è cura di noi insegnanti rimodulare il carico didattico e concedere pause frequenti. Il rapporto umano è poi sempre al centro del nostro interesse: gli studenti e le famiglie sanno di poter dialogare con noi in qualunque momento, esprimendo eventualmente il proprio disagio, certi di trovare ascolto e apertura al confronto costruttivo.

Certo, la DDI è lungi dall’essere uno strumento didattico ottimale, ma il nostro istituto sta mettendo in campo tutte le sue migliori energie per attuarla nella maniera possibilmente più efficace, con quello spirito di sperimentazione e apertura al nuovo che lo ha da sempre caratterizzato, confidando di poter contare sulla collaborazione e sulle proposte costruttive dei propri studenti e delle famiglie”.

MARTINA PIOVESAN, studentessa di 5B

“La DAD in questo ultimo periodo è stato l’unico mezzo per proseguire in sicurezza la didattica. Grazie a questi nuovi strumenti, noi studenti abbiamo potuto proseguire il nostro percorso di studio, limitando al minimo i ritardi sui programmi.  Ciò che mi ha colpito di più, sentendo l’opinione di chi non è in contatto quotidianamente con il mondo della scuola, è che è diffusa l’opinione secondo la quale gli studenti in modalità a distanza lavorino molto meno rispetto alla didattica in presenza e mi sento di sottolineare che tutto ciò non è vero. Tutti i giorni in modalità sincrona o asincrona (che evita di essere continuamente collegati per tutte le ore della mattinata scolastica) noi studenti svolgiamo il nostro lavoro in modo attivo, con il sostegno dei professori a qualsiasi ora del giorno.

La didattica a distanza, nel caso del mio indirizzo di studio, ci ha permesso di continuare a svolgere attività dimostrative in sostituzione a quelle in presenza in laboratorio, non potendoci recare a scuola per il rischio eccessivo, evitando così di perdere parte fondamentale del percorso di studio da noi scelto.

Inoltre, in questo periodo e nel lockdown dello scorso anno scolastico, per cause di forza maggiore, è stato necessario adottare nuove tecnologie prima ignorate, le quali, in realtà, si sono rivelate molto utili, in DAD e nei primi mesi in presenza dell’anno scolastico in corso, ai fini dell’apprendimento.

Dal punto di vista umano, i professori hanno compreso la situazione collettiva, ponendo un’attenzione costante al nostro stato di salute, mentale e fisico, e aiutandoci a migliorare molti nostri aspetti in ambito scolastico, talvolta anche individualmente.

Dunque, la didattica a distanza non potrà mai essere uguale alle lezioni a scuola, che fino a qualche mese fa erano considerate come la normalità, ma la DAD si è rilevata una sostituta molto valida e completa”.

Prof.ssa Emanuela Oria, docente di Lettere

“La didattica a distanza non è assoluta e non è in opposizione alla didattica in presenza. È una metodologia che ci apre possibilità inedite. A distanza la lezione è personalizzata, mirata sullo studente, in classe è più corale. A distanza è viso e voce, in presenza è con tutto il corpo. Si deve alternare, non è in alternativa. Chi assolutizza e poi la demonizza semplicemente non l’ha praticata. Non è vero che tutto si può fare a distanza, ma si possono realizzare molte cose e bene.

“La didattica a distanza: funziona, se sai come farla” (L. Toselli)

Dunque, che cosa non è la DDI?  Non è mera riproduzione della lezione in presenza, compiti assegnati sul registro, spesso decontestualizzati, che tendono ad accumularsi e a moltiplicarsi, sovrabbondanza di contenuti a presunta tutela dello svolgimento dei programmi.

Che cosa può diventare? Occasione reale di insegnamento e apprendimento per competenze, non più astratte, ma applicate al contesto. È la possibilità effettiva di lavorare su compiti “di realtà” e trarre utili riflessioni dalle proprie modalità operative, potenziandole o correggendole.

Qual è la caratteristica precipua di questa metodologia? La versatilità e la possibilità di avere svariati campi di applicazione, tali da accogliere esigenze diverse e personali inclinazioni, sia del docente che dello studente. Non deve diventare un capestro per nessuno dei due soggetti. Che cosa richiede? Duttilità e capacità organizzativa. Il ruolo di regia del docente è fondamentale, richiede tempo e impegno, ma può insegnare agli studenti, con il tempo, a diventare soggetti attivi e responsabili, partecipi al conseguimento dell’obiettivo. All’interno della DDI, troviamo prassi e strategie già utilizzate da molti docenti in passato, ma la scommessa diventa oggi il loro utilizzo equilibrato e mirato allo scopo da raggiungere. Il docente ha in carico l’esplicitazione del progetto, sia esso di tipo contenutistico che metodologico, scandito in tappe e ruoli assegnati, il monitoraggio delle fasi, la valutazione, che può diventare, nel tempo, autovalutazione: se lo studente ha chiaro l’obiettivo e i passaggi che lo declinano, non avrà difficoltà a misurare la propria prestazione. Memo: 1) mai trascurare il cronogramma dei lavori. La realizzazione di un prodotto multimediale, ad esempio, dalla fase di progettazione a quella di attuazione, richiede tempi enormemente più lunghi di un esercizio mirato. Non posso esigere che si svolgano in contemporanea due consegne. Lavorare da casa non significa necessariamente, soprattutto in tempi di pandemia, avere più tempo a disposizione, anzi. Può voler dire però imparare a lavorare meglio. 2) Mantenere un contatto vigile, tenere aperto il canale comunicativo, anche personale. Le aule virtuali della DDI possono garantire utilissimi spazi di ascolto e di scambio. 3) Alternare le modalità di trasmissione, evitando la ripetizione”.

ALESSIA BARBERO, studentessa di 5H

“Nel male si riesce ancora a seguire bene. Ovviamente sarebbe meglio essere a scuola, provare le esperienze di laboratorio con le proprie mani, ma dal momento che siamo abbastanza consapevoli di come stanno andando le cose e sappiamo che non si può fare altrimenti, aver trovato questo modo per sopperire alla nostra assenza in laboratorio è una gran cosa. Riuscire almeno a vedere i prof che svolgono le esperienze è già un passo in più rispetto a studiare solo le metodiche dal punto di vista teorico, come era inevitabilmente accaduto l’anno scorso”.

MARZIA CENA, studentessa di 5D

“La didattica a distanza ha vantaggi e svantaggi ma sicuramente in questo momento è fondamentale per salvaguardare la salute di tutti. Certamente della scuola “tradizionale” mi mancano i momenti di socializzazione, di condivisione e di confronto con gli adulti e i coetanei, ma devo dire che i miei insegnanti stanno facendo il possibile per “mitigare” questi aspetti non proprio positivi. Tutti, docenti e alunni, abbiamo dovuto adattarci a una scuola diversa che ha “stravolto” la nostra quotidianità: credo che questo ci abbia unito e fatto scoprire il lato più umano di ciascuno di noi. Inoltre, poiché le lezioni, svolte col filtro dello schermo, possono talvolta apparire più difficili (anche per problemi tecnici e non solo didattici), i miei insegnanti si sono sempre resi disponibile a chiarire qualsiasi dubbio, anche fuori orario scolastico, con un supporto costante e puntuale: ritengo che sia un grosso valore aggiunto, soprattutto in questo periodo poco sereno per tutti. Certamente mi piacerebbe tornare a scuola qualora ci fossero le condizioni…”.

ENRICO BERTOLINO classe 5H

La questione laboratori in DDI, di fatto, è molto simile alla problematica delle altre lezioni online con qualche differenza. Il problema di fondo è la comunicazione, escludendo i problemi di connessione del tutto accettabili, in quanto non si può più parlare di attività pratica di laboratorio, ovviamente. I laboratori, non in era Covid, venivano visti come una facilitazione al lavoro scolastico poiché nelle attività pratiche venivano ripresi, con mano da parte nostra, le tematiche finora svolte in modo teorico, facilitando la comprensione e andando a sanare lacune eventualmente lasciate, in alcuni casi, dalla difficoltà di immaginazione di tecniche o procedure spiegate nella teoria che invece nella partica risultavano familiari.

Tenendo conto, ovviamente, della situazione, i laboratori in DDI sono ciò che risulta più vicino alla pratica in presenza.

Le attività si svolgono con modalità differenti: a volte viene effettuata una parte teorica che introduce l’esperienza di laboratorio mentre altre volte la spiegazione teorica viene effettuata dal professore di laboratorio durante l’esperienza facendo riferimenti in tempo reale. Dopo di che l’ITP di laboratorio procede con l’esperienza come se fossimo noi a condurla. Il più delle volte si fa aiutare da un altro ITP o dal tecnico di laboratorio che segue ogni procedura del professore con il telefono in videolezione permettendo alla classe una visuale più chiara e nitida dell’esperienza. Nel complesso l’organizzazione dei laboratori in DDI è buona nonostante la differenza ovviamente si percepisca.

Studenti della classe 4F (condivisione di riflessioni)

Il pensiero delle studentesse che sono comparse sull’articolo è condivisibile ma eccessivo, la DDI in questo frangente è sicuramente più impegnativa che a marzo, ma molti insegnanti sono venuti incontro alle nostre richieste. Le ore asincrone non hanno purtroppo ridotto il carico di lavoro, ma in alcuni casi sono utilizzate per l’assegnazione di attività che gravano sulla quantità di lavoro richiesto.

Molti professori sono disponibili all’ascolto e alla condivisione delle responsabilità, concedono tempi per il riposo e hanno ridotto i carichi di lavoro.

Come studenti stiamo apprezzando il fatto che la scuola continui a coinvolgerci in progetti molto interessanti on-line (giornata contro la violenza sulle donne), che contribuiscono oltretutto alla maturazione di ore per i PCTO.

Alcuni docenti non hanno talvolta rispettato l’orario delle lezioni asincrone/sincrone.

 

Prof.ssa Cristiana Romanutti, docente di Scienze Motorie

Nelle lezioni sincrone alterniamo una parte teorica a una pratica in cui facciamo eseguire esercizi di riscaldamento, ginnastica posturale e stretching.

Nelle ore asincrone inviamo link e video agli studenti con circuiti di potenziamento, tabata, circuito di allenamento da eseguire durante la settimana, oppure sollecitiamo i ragazzi ad andare a correre o camminare nei boschi e nei prati (quando e dove è possibile) almeno due volte alla settimana, documentando l’uscita con una foto. Inoltre, proponiamo esercizi con piccoli attrezzi come funicella o palla, per esercitare la coordinazione motoria, oppure esercizi con la musica per stimolare la creatività, la fantasia. In generale proponiamo della attività che possano dare divertimento e serenità e che aiutino anche ad esprimere emozioni e sensazioni.

Prof.ssa Linda Babini, ITP Laboratorio di scienze e tecnologie chimiche e microbiologiche

I docenti tecnico-pratici dell’Istituto Martinetti di Caluso, che insegnano negli indirizzi Biotecnologico ambientale e sanitario, hanno costruito un ponte con i propri studenti per la trasmissione del “saper fare” durante la didattica a distanza.

La missione che gli ITP si sono prefissati di perseguire, in modo da garantire la sicurezza della salute dei propri studenti, è stata quella di continuare l’apprendimento delle attività pratiche di laboratorio di microbiologia, anatomia e delle chimiche portando gli esperimenti “a casa” dei propri studenti. In questo modo, i docenti tecnico-pratici sono così diventati le “braccia dei propri studenti” svolgendo in laboratorio le attività che venivano seguite online dai discenti attraverso l’ausilio di supporti digitali come computer, tablet e smartphone. Per rendere ancor più immersiva l’esperienza i docenti si sono dotati di telecamere fisse e mobili che hanno permesso di riprendere le fasi salienti degli esperimenti, anche dentro ad attrezzature e strumenti specifici di laboratorio come le cappe chimiche e microbiologiche.

In questo modo gli studenti hanno potuto vedere e interagire attivamente durante gli esperimenti, osservare e raccogliere i dati, foto e video che successivamente sono stati elaborati da loro stessi, sotto la supervisione dei docenti.

Inoltre, tutto ciò che è stato fatto in laboratorio è stato ulteriormente documentato dai docenti condividendo foto, video e file sulle classi digitali che Google offre, potendo così offrire momenti di ulteriore interiorizzazione e riflessione sulle attività.

Studenti e docenti del Martinetti.

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