Ultima modifica: 18 Giugno 2021
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La legalità non va in vacanza: i ragazzi del Martinetti in visita a Cascina Caccia con Libera

Il 17 giugno è un caldo giovedì pre-estivo: le cicale assonnate cantano nell’aria dolce che spira in cima alla collina di San Sebastiano da Po. Le vacanze estive sono appena iniziate. Ma c’è ancora un’occasione di incontro per i ragazzi, un appuntamento che non conosce stagioni nè interruzioni: l’occasione unica di trascorrere una giornata presso Cascina Caccia per parlare di lotta alle mafie e legalità.

Bene confiscato nel 2008 alla famiglia ‘ndranghetista di Domenico Belfiore, la Cascina è diventata un simbolo della lotta alle mafie nel Nord Italia. L’edificio è stato dedicato alla memoria di Bruno Caccia, Procuratore Capo di Torino, ucciso in un agguato mafioso il 26 giugno 1983, e di sua moglie Carla, e oggi viene gestito in maniera comunitaria dai ragazzi dell’associazione Libera contro le Mafie, che ne hanno fatto un luogo aperto all’accoglienza e all’educazione, ma soprattutto un simbolo di riscatto.

Una quarantina di ragazzi delle classi 1F, 2F e 3F dell’indirizzo Turistico dell’istituto Martinetti di Caluso, grazie ai finanziamenti ottenuti attraverso il Piano Scuola per l’Estate 2021, ha avuto l’opportunità di vivere una giornata in Cascina: all’ombra generosa di un ampio albero, tutti insieme, hanno appreso la storia del luogo e della lotta alle mafie in Piemonte, approfondendo in un dialogo aperto i temi della responsabilità, del contrasto all’illegalità, dell’impegno per la costruzione di un futuro migliore. È straordinario pensare che un bene appartenente alla criminalità sia oggi centro vivo e propulsore di cultura, bellezza e Speranza.

La lotta all’illegalità si gioca anche sul campo dell’educazione giovanile: aprire ai ragazzi le porte dei beni confiscati e riqualificati nel nome della legalità, per dimostrare che lo Stato di Diritto vince sempre.

 

Savoia S.

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