Ultima modifica: 14 Gennaio 2021
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La Shoah non è solo il 27 gennaio

Ci avviciniamo al 27 gennaio e, come ogni anno, l’Istituto Martinetti mette in campo, nonostante le difficoltà provenienti dalla pandemia, molte energie per onorare l’importante appuntamento. Quest’anno gli studenti non rinunceranno al contatto con i testimoni ed incontreranno in videoconferenza due protagonisti del 16 ottobre 1943, il “sabato nero” del ghetto di Roma: Lello e Miriam dell’Ariccia, stesso cognome, ma non parenti fra loro.
Il 25 gennaio il triennio incontrerà Lello dell’Ariccia, che si salvò dalla razzia, essendosi rifugiato inizialmente in una fattoria in campagna con la madre e il fratello e poi presso un convento, dove si vide costretto ad imparare preghiere cristiane per depistare i persecutori.

Disegno di Rizzo Ilaria – VC

Il 1° febbraio le classi del biennio incontreranno Miriam Dell’Ariccia, che nel 1943 era una bambina, salvata dalla deportazione grazie all’intervento di una giovane ragazza, che prima delle leggi razziali aveva lavorato per la sua famiglia, e che poi fu dichiarata Giusta fra le Nazioni. In preparazione all’incontro le classi vedranno un film e seguiranno lezioni di approfondimento sulle leggi razziali e l’ebraismo, nell’ambito delle attività organizzate dall’Istituto per l’insegnamento della materia di Educazione civica; le lezioni saranno tenute dagli insegnanti di Storia e Irc. Tuttavia, l’Istituto Martinetti non ha mai limitato l’argomento della Shoah alla semplice celebrazione della ricorrenza della riapertura dei cancelli di Auschwitz, al contrario lo ha affrontato in maniera approfondita e ricorsiva con progetto articolati, perché a sua volta l’avvenimento più buio della storia dell’umanità possa illuminare il presente e fungere da faro, nei giovani studenti, per la strada di vita ancora da percorrere.


Quest’anno sono tre i progetti che incrociano in modo diverso l’argomento Shoah. Il primo, intitolato “BAUDRÀ, piccola Sion”, è un progetto interdisciplinare di illustrazione dell’omonimo libro del prof. Tullio Levi, testimone diretto della Shoah, bambino che si salvò grazie all’aiuto di un uomo buono, poi dichiarato Giusto fra le Nazioni. Il progetto, portato avanti nelle classi IV C ed L indirizzo artistico, grazie alla collaborazione degli insegnanti di Laboratorio artistico, Irc, Storia e Italiano, consiste nell’illustrazione del testo di memorie inedito scritto dal prof. Levi, che ha incontrato gli studenti lo scorso anno in occasione del giorno della Memoria e nuovamente nello scorso dicembre per una interessante lezione sull’impatto delle leggi razziali
sugli ebrei e in particolare sulla famiglia del professore. Il secondo è il “Progetto Memoria”, in collaborazione con l’omonima Associazione, che consiste nella prosecuzione della lettura e dell’illustrazione del libro di Wlodek Goldkorn “Il bambino nella neve”, progetto che durante lo scorso anno ha visto l’incontro dello scrittore, senior editor dell’Espresso con gli studenti dell’attuale V C artistico. Il progetto vede la collaborazione dei professori di Laboratorio artistico, Irc e Storia. Il terzo progetto è denominato “Identity” ed è svolto dai docenti di inglese e spagnolo delle classi II P, III G e III P indirizzo linguistico; si tratta di un percorso di scambio con la Buist Academy, una scuola americana di Charleston nel South Carolina (Baccalaureate School for Academically Gifted Students) e nel contempo di una occasione per riflettere sul tema dell’identità. La riflessione si è concretata nella nella produzione di video in lingua inglese e spagnola, i quali sono stati occasione per riflettere sulla propria identità. Il percorso si concluderà con l’incontro con il testimone e con la visione di un video storico sulla vita di un bambino ebreo. Il confronto fra la storia e la geografia del bambino ebreo con quella degli studenti dovrebbe promuovere lo sviluppo individuale contro ogni forma di pregiudizio, indifferenza e discriminazione.

Ileana Orsini e Ferdinando Zorzi

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