Ultima modifica: 11 Febbraio 2021
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La verità in fondo alla foiba: le iniziative del Martinetti per il Giorno del Ricordo

È una terra di confine l’Istria: una regione liminare, in cui si mescolano popoli e tradizioni molteplici, che custodiscono la memoria dei patrimoni culturali italiano, giuliano-dalmata, croato, sloveno.

È una terra aspra l’Istria: il suolo calcareo e permeabile si apre improvvisamente in voragini di ampiezza variabile, caverne verticali collegate da una rete di canali naturali sotterranei, che traforano a migliaia il territorio del Carso. Sono oltre 1700 le foibe che si possono contare nella regione giuliana.

Qui si è consumato il massacro degli infoibamenti, da qui ha preso avvio il dramma dell’esodo giuliano-dalmata. A partire dall’autunno del 1943 e, in misura molto più ampia, durante la primavera del 1945, le foibe rappresentarono il simbolo di una tragedia spaventosa che colpì la popolazione giuliano-dalmata, quando alcune migliaia di persone vennero uccise dai partigiani di Tito ed i loro corpi furono gettati in parte in queste voragini. E alla tragedia della scomparsa si unì la vergogna del silenzio, allorché la quasi totalità delle persone catturate dal Movimento Popolare di Liberazione jugoslavo scomparve senza lasciare traccia, uccisa nel corso di due distinte ondate di violenza. Finire nelle foibe significò per loro precipitare nell’inghiottitoio della memoria, nell’abisso di un silenzio colpevole che solo a partire dai primi anni Novanta è stato interrotto, portando questi eventi atroci all’attenzione dell’opinione pubblica, restituendo alla luce i corpi delle vittime e la verità storica che con la loro scomparsa si era tentato di sotterrare.

Con la Legge 30 marzo 2004 n. 92 «la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Anche l’istituto Martinetti di Caluso, come ogni anno, ha programmato una serie di progetti e iniziative per celebrare questa ricorrenza e mantenere viva la memoria delle giovani generazioni. Attraverso le parole dei docenti, la proiezione di materiale didattico e video è stata ricostruita la storia delle foibe e dell’esodo istriano, coinvolgendo le classi, trasversalmente ai vari indirizzi di studio.

Gli studenti delle classi 4L, 4S e 5C, all’interno di un progetto di Educazione Civica, hanno visionato e si sono confrontati tramite dibattito sul materiale documentale messo a disposizione dal FederEsuli – Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati. Inoltre hanno assistito alla proiezione del lavoro vincitore 2020 del Concorso Nazionale “10 febbraio. Arte, Scienze, Cultura, Sport: personaggi illustri del mondo giuliano-dalmata”, promosso nell’ambito delle iniziative programmate dal Gruppo di Lavoro Ministero dell’Istruzione – Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati (visionabile anche sul portale OrientaMente del Martinetti). La classe 5A ha visionato il documentario vincitore del Concorso nazionale “10 febbraio” 2020 “DE CASTRO – TRA PAGINE DI STORIA SUL CONFINE ORIENTALE”, prodotto dalla classe 5S dell’Istituto Martinetti a. s. 2919/20, nonché la presentazione del Progetto Istria del nostro Istituto (consultabile al seguente link).

https://sites.google.com/iismartinetti.edu.it/orientamente/martinetti-a-360

L’Istoreto – Istituto piemontese per la Storia della Resistenza, ha organizzato un seminario cui hanno preso parte alcuni docenti, radunando diverse classi del torinese per una discussione sui libri Novecento di confine. L’Istria, le foibe, l’esodo di Enrico Miletto e Voci di tedeschi in fuga. L’intervista autobiografica come contributo alla memoria collettiva di Lucia Cinato. Dopo i saluti istituzionali, condotti da Stefano Allasia (Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte), Antonio Vatta (testimone dell’esodo e membro dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), Sergio Blazina (dell’USR Piemonte), Fabio Todero e Simona Leonardi hanno proceduto alla presentazione dei due volumi. L’ultima mezz’ora è stata dedicata alla presentazione delle domande poste dalle classi partecipanti.
La classe 5B, rappresentata dalla studentessa Elisabetta Provera, ha preso parte all’evento online, e ha lavorato sull’argomento; a tal proposito, è previsto per marzo l’incontro con due testimoni dell’esodo: Antonio Vatta e i parenti di una studentessa del terzo anno, figli di un esule di Fiume.

Ricordare eventi come il dramma giuliano dalmata significa lavorare per la costruzione della coscienza storica dei ragazzi, come base per lo sviluppo di una coscienza civica.

Savoia S.

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