Ultima modifica: 24 Marzo 2020
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Lontani ma uniti nell’apprendimento: la Didattica a Distanza al Martinetti.

L’emergenza sanitaria che sta colpendo drammaticamente l’Italia ha avuto effetti tangibili e sconvolgenti in tutti gli ambiti della nostra esistenza, non ultima la scuola. Si può dire anzi che la scuola è stato il primo settore, oltre a quello sanitario, ad essere coinvolto dai provvedimenti ministeriali atti al contenimento, considerando che in Piemonte le lezioni sono sospese ormai da un mese. Si tratta naturalmente di una decisione drastica ma necessaria a tutela della fetta più giovane della popolazione e, di riflesso, delle famiglie.

La sospensione delle attività scolastiche ha comportato uno stravolgimento delle abitudini e delle reti di relazioni di tutti: degli studenti in primis, dei loro famigliari, a cui è affidato il delicato e prezioso compito di guidarli in questa fase così complicata, facendosi carico in maniera totale della loro gestione, e non per ultimi dei docenti.

Questi in particolare sono chiamati non solo a ricoprire il loro ruolo di pubblici ufficiali, ma anche a farsi carico con maggior responsabilità del compito morale, umano e civico di educatori. E gli strumenti della tecnologia e delle comunicazioni telematiche offrono in tal senso l’opportunità di mantenere vivi i legami con gli studenti, anche a distanza.

Il Martinetti si è pertanto attivato sin da subito nell’organizzazione di un’offerta adeguata di Didattica a Distanza. Auspicata e caldeggiata sin dai primi frangenti dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, la Didattica a Distanza è attiva presso il nostro istituto ormai da settimane e si avvale della coordinazione della Dirigente Scolastica Katia Milano e del costante confronto tra i docenti, al fine di strutturare una proposta didattica adeguata ed equilibrata, ma anche sensibile al drammatico e delicato momento storico che tutti siamo chiamati ad affrontare.

Docenti e studenti del Martinetti, grazie al lavoro di supporto dell’Animatore Digitale Bruno Mannini, hanno accesso alla piattaforma Classroom, fornita da Google Suite for Education, e al canale YouTube d’istituto: tramite questi canali gli insegnanti possono condividere con i propri studenti dispense, materiali interattivi, video, esercizi, che garantiscono continuità nello studio in un ambiente di apprendimento condiviso ma protetto. Ciascun Consiglio di Classe ha strutturato inoltre un orario settimanale, per lo svolgimento di lezioni e interrogazioni in diretta, attraverso l’applicazione Google Meet: gli studenti hanno così l’opportunità di recuperare una rassicurante quotidianità fatta di incontri (virtuali) con i propri compagni e insegnanti. Il confronto diretto e l’interazione personale sono infatti condizioni imprescindibili per la serenità e l’efficacia della didattica, che si basa primariamente sulla relazione, e non sulla mera trasmissione di contenuti.

Ragazzi e professori si incontrano sulla piattaforma, si guardano negli occhi e ascoltano le voci della classe, e per un momento passa la paura e sembra di essere tornati in classe…con le vecchie amicizie e i vecchi litigi!

Sono tante le esperienze dei docenti. La professoressa Antonella Turletti, per esempio, tiene le proprie lezioni su Meet aiutandosi con i Power Point che proietta in diretta: “ho imparato, dopo un po’ di figuracce, ma devo dire che i piccoli sono i più svelti, usano la chat così ho il polso della situazione. Lascio sempre qualche minuto a fine lezione per la discussione e le domande, mentre per la verifica utilizzo tabelle e questionari realizzati con i Moduli di Google”. La fatica e la lunga preparazione per un lavoro completo ed efficace sono innegabili, ma non ci si perde d’animo: “questa modalità ci sta prosciugando le forze, ma ci offre nuovi stimoli”.

Anche la professoressa Francesca Lapolla ha ben chiari i limiti della Didattica a Distanza, ma è altrettanto consapevole della necessità di impegnarsi al massimo per trarne i migliori vantaggi possibili: “io procedo tramite diversi canali. Classroom come contenitore didattico su cui caricare materiali, compiti, correzioni con gli strumenti di Google, Power Point personali, video prodotti con Screencast-O-Matic come consigliato dall’associazione Flipnet. A questo punto scatta la videoconferenza su Meet. Esperienza straniante, non potendo toccar con mano la relazione, la presenza di tutti. Ecco perchè è fondamentale che lavorino prima per discutere di punti ben definiti. A mio avviso è indispensabile non scambiare la videoconferenza su Meet per una lezione normale, riducendosi dunque solo a quella. Purtroppo c’è poco da fare, la DaD richiede che si lavori il doppio o il triplo, secondo la propria coscienza. So che stiamo giocando ad un gioco che avrà un prezzo altissimo, ma lo faccio con la consapevolezza che i nostri ragazzi e i nostri figli debbano esser concentrati e rassicurati, ma anche invitati a guardare agli aspetti positivi che conseguiranno a questa crisi, dal punto di vista ambientale, dei comportamenti individuali, della riduzione degli sprechi di tempo, energia, cibo e beni. Non possiamo mollare!”

Gli studenti della 5A indirizzo Turistico non hanno perso tempo: su indicazione della loro docente, Maria Cristina Crovella, si sono impegnati nella produzione di itinerari turistici in lingua francese…nell’attesa carica di speranza che si possa tornare a viaggiare al più presto. Riportiamo due elaborati, delle allieve Ylenia D’Angelo e Ilaria Giordano, a conferma degli eccellenti risultati che anche una buona didattica a distanza può assicurare.

itinéraire œnogastronomique en Sicile

Trois jours à bologne

Certo non si può negare il nodo del divario digitale: come fa notare la preside Katia Milano, la formazione a distanza “è un processo che la nostra scuola negli ultimi anni ha attivato mediante alcune piattaforme e il registro elettronico. Ora stiamo cercando di organizzarla in tempi brevi, ma abbiamo notato che i nostri studenti non hanno problemi a connettersi e ad accedere a lezioni e materiali”.

Tutti i docenti si sono attivati con impegno ed enorme responsabilità affinché nessuno venga lasciato indietro, consci che questo è il primo e più importante obiettivo della scuola e che nulla possa sostituire il valore imprescindibile della didattica in presenza.

Le vite di tutti sono state sconvolte e tutti siamo stati costretti, per una volta, a fermarci. Le aule sono vuote e silenziose, i corridoi non risuonano più delle risate e delle chiacchiere dei ragazzi, nei laboratori, in palestra, in cortile la chiassosa e vivace quotidianità è stata sostituita da un silenzio e una solitudine irreali, in una sospensione indeterminata. Ma la scuola non si è fermata. La scuola è viva e attiva nel rapporto a distanza di affetto, di cura, di educazione e istruzione che prosegue ininterrotto tra studenti e insegnanti. La scuola non si ferma.

Savoia S.

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