Ultima modifica: 24 Gennaio 2020
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Un mondo di opportunità! Attività interculturali al Martinetti

L’istituto Martinetti di Caluso, da sempre particolarmente attivo nell’organizzazione di progetti interculturali, rinnova anche per l’anno scolastico 2019 – 2020 la propria offerta didattica tesa a implementare le competenze linguistiche e relazionali attraverso una varietà di proposte ed esperienze.

Anche quest’anno si è aperto con il tradizionale appuntamento con il soggiorno studio a Cap d’Ail, sulla Costa Azzurra, durante il quale gli allievi delle seconde indirizzo Linguistico hanno trascorso la settimana dal 9 al 13 settembre 2019 per studiare la lingua francese e visitare la Provenza.

Esperienza di soggiorno studio anche per le classi terze di Linguistico e Turistico, che a fine maggio si recheranno in Irlanda per lo studio dell’inglese e avranno l’opportunità di visitare Galway, capitale europea della cultura 2020. Lo spagnolo sarà invece la lingua oggetto del viaggio di istruzione che gli studenti della quarta Linguistico svolgeranno a Madrid – Salamanca, mentre i ragazzi di quarta e quinta Turistico partiranno alla volta di Valencia.

L’offerta del Martinetti prevede inoltre progetti di scambi linguistico-culturali con ragazzi esteri. Sei studenti delle terze Linguistico e Turistico hanno infatti partecipato allo scambio con il Lycée Pierre du Terrail di Pontcharrat nell’ambito del Transalp. Gli studenti italiani coinvolti sono stati Angelillo e Chiariglione della 3G Linguistico, Monticelli della 3P Linguistico, Mondino della 3A e Comite della 3F Turistico, e hanno soggiornato in Francia, ospiti delle famiglie corrispondenti, dal 7 settembre fino al 5 ottobre.  I sei corrispondenti francesi sono arrivati il 20 ottobre  e sono rimasti  un mese, ospiti delle famiglie e inseriti nelle classi dei loro corrispondenti.  L’alunna di 5A indirizzo Turistico Manes ha sostenuto un mini scambio di due settimane fino al 15 settembre presso il Lycée Du Granier di La Ravoire-Chambéry e ha ricevuto la sua corrispondente dal 21 ottobre all’1 novembre: la ragazza è già alla sua terza esperienza consecutiva nell’ambito del Transalp. Anche Arduino di 3F ha ospitato un’alunna dello stesso liceo francese per due settimane. Questo progetto transalpino ha portata interregionale e il Martinetti vi aderisce ormai da 6 anni.

Veronica Manes ha affrontato il Transalp tre volte, recandosi in Francia e ospitando in Italia la propria corrispondente con la quale si è creato ormai un rapporto di fraterna amicizia: “Ho scelto il Transalp per affrontare un’esperienza nuova, per incontrare persone diverse e per approfittare di un’opportunità rara nella vita. Vivere una lingua come il francese attraverso la comunicazione quotidiana, anche al di fuori dell’ambiente scolastico, permette di impararla molto efficacemente. Durante il mio primo scambio non capivo nulla: arrivata in Francia la mamma della mia corrispondente ha trascorso tutto il viaggio da casa alla stazione parlando un francese fitto e io annuivo fingendo di seguire il discorso. Dopo un mese in Francia abbiamo scherzato molto su questo episodio con la mia famiglia ospite: era cambiato tutto, ora ero in grado di capire ogni parola e di sostenere una discussione! Dal punto di vista umano questa esperienza mi ha aiutato a cogliere le piccole grandi differenze culturali che regolano i rapporti interpersonali. Sono ancora in contatto con le famiglie che mi hanno ospitato, in particolare con Chloé: con lei si è creato un rapporto d’amicizia quasi fraterno. Sono tornata a trovarla per le vacanze invernali e continueremo ad ospitarci a vicenda”.

Tra marzo e aprile 2020 le classi seconde del Turistico ed alcuni alunni di 3P Linguistico parteciperanno ad uno scambio linguistico-culturale con il Lycée Pierre du Terrail di Pontcharra, con reciprocità, per 8 giorni; le classi prime Linguistico affronteranno invece un mini stage culturale in Camargue, sempre in primavera.

Inoltre il Martinetti è da sempre attivamente impegnato in progetti di ospitalità internazionale. Anche quest’anno infatti ha accolto due studenti legati al progetto Intercultura, che frequentano l’istituto per un programma annuale. Abbiamo intervistato i due ragazzi, impegnati in un progetto della durata di 10 mesi.

Raphaël Bettega viene dalla Francia, vicino a Parigi, e parla un buon italiano: per lui l’Italia rappresenta un ritorno alle radici, dal momento che la sua famiglia è originaria di Como. “Ho scelto di partecipare al progetto Intercultura per uscire dalle abitudini quotidiane e fare un’esperienza personale che potesse aprirmi a nuove culture. Mi piacerebbe lavorare  nel campo della moda e sicuramente conoscere la lingua e lo stile di vita italiani può aiutare. Questa esperienza è per me molto positiva, soprattutto per imparare la lingua che prima non conoscevo. Ora riesco a seguire e a capire le spiegazioni di tutte le materie. Qui al Martinetti mi trovo davvero bene, l’ambiente è aperto, internazionale, vi si incrociano varie culture ed esperienze di vita. Ringrazio la Dirigente Scolastica che si è dimostrata accogliente e disponibile”.

Ally Hung Ling Ho è originaria di Hong Kong, ha scelto l’Italia per il buon cibo, il fascino della cultura e per la bellezza della lingua. “Ho seguito lezioni di vari indirizzi, ma per me è ancora difficile capire e parlare l’italiano. Sono molto contenta di questa esperienza, sia in famiglia sia a scuola. In futuro mi piacerebbe tornare in Italia per visitare il Sud. Questo scambio mi ha aiutato a capire che il mio ramo è l’arte e per questo credo che continuerò a studiarla e a viaggiare”.

Affascinati da questa proposta, diversi alunni delle terze Linguistico e Turistico hanno presentato domanda per partecipare agli scambi di Intercultura, passando la preselezione, e si stanno organizzando per trascorrere il quarto anno di studi in un Paese europeo o extra europeo. Del resto il Martinetti può vantare due propri studenti già impegnati in questa esperienza di durata annuale:  Giuliana Teresa dell’indirizzo Tecnico chimico  in  Svezia e Federico Auda Gioanet  dell’indirizzo Artistico in Australia.

Savoia S., Crovella C.

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