Ultima modifica: 7 Giugno 2021
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La storia della chiesa spiegata ai bambini dagli studenti del Martinetti

Un Progetto di PCTO ha prodotto un libricino digitale scritto e illustrato dagli alunni del Liceo Artistico per i bambini della Scuola Primaria.

Chi ha detto che a scuola i libri  bisogna soltanto leggerli e studiarli? E non anche idearli e illustrarli?

È il caso di un interessante sodalizio di scuole, docenti IRC e studenti. A ideare e illustrare il libro, intitolato “La Storia della Chiesa spiegata ai bambini”, è un gruppo di studenti del Liceo Artistico “Piero Martinetti” di Caluso (classi IRC 4C, 4L e alcune studentesse della 3C) mentre a sperimentarlo sono state le classi 5A e B del plesso di Caluso e la classe Quinta di Tonengo dell’I.C. Caluso.

Prendendo spunto dalla programmazione liceale, attraverso un progetto di PCTO, sono stati scelti alcuni momenti focali di storia della Chiesa, creati dei disegni ad essi ispirati, ideati brevi testi di spiegazione, giochi logici per fissare i concetti principali, approfondimenti e spunti di riflessione, volti ad attualizzare il tema storico nella storia personale del bambino. Niente di cartaceo, complice il COVID, ma tutto digitale. Un libro che sta tutto in un link.

Finito il libro, autori ed utenti si sono incontrati, un pomeriggio di aprile, rigorosamente su Meet, per una presentazione ufficiale del lavoro. Gli studenti del Liceo, collegati dalle proprie case e i bambini con i loro insegnanti a scuola, davanti alla LIM, entrambi increduli, ma molto motivati.

Infine, nel mese di maggio, al termine della sperimentazione sul campo guidata dalle maestre, un follow up finale, sempre su Meet, ha permesso l’espressione del giudizio sul lavoro da parte di docenti ed alunni della scuola primaria.

“Dopo l’incontro con gli studenti del Liceo – dicono le maestre IRC e di classe dell’I.C. Caluso –  i bambini non stavano più nella pelle: “Dai, maestra, quando iniziamo?”. Una volta alla settimana, per un mese circa, ci siamo dedicati allo studio della storia della Chiesa utilizzando il materiale fornitoci dagli amici più grandi. E così abbiamo scoperto la storia di Pietro, Paolo e dei martiri cristiani, abbiamo capito cosa vuol dire professare la propria fede in un mondo che ti considera nemico e come, grazie alla decisione di un solo uomo, possa cambiare la vita di molte persone. Abbiamo conosciuto Benedetto, Francesco e siamo entrati in un monastero per comprendere come vivessero i monaci dell’epoca. Prima di iniziare le attività ci soffermavamo sulle immagini e ne analizzavamo contenuto e forma. In un secondo momento ci siamo dedicati alle attività pratiche: all’interno di ogni tavola potevamo trovare alcuni approfondimenti, accompagnati da giochi (memory, cruciverba, ricerca di parole), che ci hanno permesso di ricordare i contenuti proposti. Col procedere del lavoro, aumentava anche la curiosità dei bambini che si preparavano le domande per l’incontro finale di metà maggio.

“Il lavoro mi è piaciuto molto – dicono Simone e Brian – soprattutto i disegni e naturalmente i giochi, in particolare il capitolo su San Francesco”.

“Grazie a voi siamo riusciti ad  imparare  molte cose su argomenti nuovi” aggiungono Giorgia e Mario ed Elisa chiede “Come fate ad essere così bravi a disegnare??”

Grande soddisfazione per l’attività hanno espresso anche gli studenti del Liceo Artistico Martinetti. Ecco alcuni dei loro commenti.

“L’impegno più grande è stato adattare pensieri impegnativi ad un pubblico di fascia scolastica inferiore. Ho cercato di immedesimarmi in loro e in qualche modo voluto tornare per un istante bambina così da rispondere meglio alle loro esigenze”. (Ley) “Ho cercato un modo semplice, intuitivo ma completo per spiegare i contenuti riguardanti la storia della Chiesa” (Marianna), “…insomma abbiamo istruito in modo alternativo e divertente” (Marco). “Abbiamo anche aggiunto degli spunti di riflessione: questi ai bambini penso siano stati utili per alternare momenti di riflessione e confronto a quelli di divertimento” (Greta) “…da una parte pensiamo abbiano aiutato i bambini a comprendere meglio l’argomento, dall’altra sono stati utili anche a noi per la nostra riflessione personale” (Francesco).

“La gamification è stata una scelta vincente: giocare fa parte dell’infanzia e se al gioco viene unito lo studio non c’è modo migliore per apprendere” (Francesco). “Nel mondo contemporaneo i giochi interattivi creano interesse nello studente e lo stimolano alla partecipazione attiva” (Niccolò). “Imparare ad usare nuovi software per lo sviluppo del libro digitale è stato utile anche a noi,  per il nostro apprendimento personale” (Greta).

“Le immagini del libro sono state tratte dall’arte: questa  secondo me è stata una scelta corretta, perché ha coinvolto di più i bambini anche nel campo dell’arte, del disegno; si sono rivelati interessati all’approccio artistico facendoci anche molte domande; secondo me i disegni destinati ai bambini più che avere caratteristiche particolari devono essere comprensibili ai loro occhi, non troppo complessi” (Giada). “Le immagini che hanno visto si ripresenteranno durante il loro percorso scolastico, perciò loro avranno qualcosa in più da dire rispetto alle opere e si sentiranno più coinvolti nel lavoro” (Gaia).

“Ho apprezzato soprattutto disegnare per i bambini puntando molto sul colore, per attirare la loro attenzione” (Sara). “A me è piaciuto creare i giochi interattivi, utili per mantenere concentrati i bambini” (Kiara).

“A parer mio è stata un’esperienza molto carina e divertente ma allo stesso tempo strana e triste: l’interazione umana dovrebbe essere normalità, ma purtroppo con il COVID non è più così, vedere quei bambini su uno schermo e non poter parlare loro faccia a faccia  mi ha un po’ amareggiato. Nonostante tutto ho  notato  che si interessavano molto alla lezione” (Marco).

“Incontrare a distanza i bambini della scuola primaria ha creato in me grande soddisfazione” (Cristian)  “…e mi ha emozionato molto anche se penso che dal vivo l’atmosfera sarebbe decisamente diversa, perché avremmo avuto più tempo per dialogare con loro e per capire quali  lavori che hanno avuto maggior risultato, e come procedere eventualmente in futuro. Speriamo che il prossimo anno la situazione consenta di farlo dal vivo”. (Giada)

“L’incontro con i bambini è stato davvero una grande emozione: vederli soddisfatti del nostro lavoro e ascoltare i loro apprezzamenti ci ha riempiti di gioia” (Chiara).

“Mi sono sentita molto fiera e ho pensato che ne è valsa proprio la pena di scegliere questo percorso. Spero davvero che qualche bimbo sia rimasto talmente estasiato dai lavori da approfondire la materia o che sia nato in loro un piccolo amore per l’arte”. (Ley)

 

 

Docenti e studenti IRC Scuola Primaria e Liceo Artistico

 

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