My destiny: l’intervista alla studentessa del Martinetti Martina Palandella
Nel corso del mese di luglio è stato pubblicato nella collana “Storie di vita” di PAV Edizioni, il primo romanzo di Martina Palandella, alunna della 2L dell’indirizzo Artistico dell’istituto Martinetti di Caluso.
La pubblicazione del breve romanzo, intitolato “My destiny” è subordinata alla qualificazione al secondo posto al CONCORSO 2020/21 “Io scrivo… tu mi leggerai?”, in cui le capacità dell’alunna quattordicenne del Martinetti hanno prevalso su quelle di altri 343 partecipanti. Di seguito l’intervista realizzata dalla sua insegnante, la prof.ssa Ileana Orsini.

Martina, immagino tu abbia provato una gioia immensa quando hai appreso della vincita del Premio…
Sì ero in chiamata dal mio computer con un’amica. Entrambi i miei genitori hanno fatto irruzione nella mia camera ed ho pensato fosse successo qualcosa di grave. All’inizio non potevo crederci, ero in confusione; non avrei mai pensato di classificarmi al secondo posto. Ero molto felice e lo sono ancora.
Il romanzo racconta la vicenda di un gruppo di studenti della Scuola secondaria di primo grado e la loro crescita interiore nel corso del complesso triennio. La protagonista, Regina Inside è una ragazza di 11 anni che non vede nulla oltre la sua tristezza. Un giorno i genitori decidono di trasferirsi e così Regina inizia il primo giorno nella sua nuova scuola, ma succede qualcosa di speciale e il mondo grigio si macchia di una goccia di colore che le cambierà la vita.
Nel tuo romanzo c’è disagio, morte, malattia. Perché una giovane scrittrice si interessa di queste tematiche?
Sono temi forti che purtroppo ho già dovuto affrontare nella mia vita e inoltre reputo importante che siano presi in considerazione già in giovane età. Ho voluto immaginare come si sente un ragazzo se ha un amico in ospedale e non può fare nulla per aiutarlo. Io stessa ho quasi rischiato di morire e poter scrivere mi ha aiutato a liberare le emozioni negative che quella esperienza mi ha lasciato. La scrittura ha per me una funzione terapeutica.
Il ruolo di Regina Inside – come dice il nome, studentessa timida e riservata – cambia completamente la sua natura quando riesce ad aiutare una compagna in difficoltà. Ti sei mai immedesimata nella protagonista?
Molte volte sono l’ater ego di Regina, ma la protagonista agisce anche in maniera diversa da me. In merito all’aiuto di compagni in grave difficoltà purtroppo non ho ancora avuto questa opportunità, ma attraverso l’esperienza di Regina ho pensato a cosa potrei fare se tutto ciò accadesse davvero.
Il libro è’ tutto ambientato in una scuola statunitense, come mai?
A me piace molto il genere musical e spesso mi appassiono nel guardare serie su questo argomento su youtube. Da qui ho maturato la mia grande considerazione per la scuola statunitense, dove fare teatro, musica e altre attività creative è una realtà.
Il libro è ambientato in una scuola, ma la cosa sconvolgente è che propriamente di scuola e di aspetti didattici non parla mai. Protagoniste sono invece le emozioni dei ragazzi, gli stati d’animo, le fragilità, le difficoltà. Vengono sottolineati e messi in primo piano la relazione di amicizia, la reciproca stima, il ruolo che ciascuno studente riesce a ritagliarsi nella comunità scolastica. E’ così Martina?
Sì. Per Regina la scuola non è importante, anche se cerca di studiare come può, segue poco le lezioni curricolari e poi cerca di recuperare. Ho voluto

La copertina del libro.
concentrarmi principalmente sugli aspetti della socializzazione scolastica perché mi interessano molto.
Al termine del libro emerge tuttavia quanto le competenze acquisite e le occasioni che la scuola fornisce agli alunni siano fondamentali per costruire il proprio destino. Ed ecco spiegato il titolo, “My destiny”. Nella scuola di Regina Inside, la protagonista, e di Maya Out, la deuteragonista, sono marginali la matematica, la grammatica, mentre invece è centrale l’esperienza del teatro.
Cosa ti aspetti dalla scuola che stai frequentando? Come dovrebbe essere la tua scuola ideale?
Ho grandi aspettative dal Martinetti perché la sua offerta formativa è molto ampia e interessante, propone uscite, corsi di teatro, esperienze di vario tipo. La scuola ideale è per me quella in cui lo studente sia al centro e possa esprimersi al meglio, una scuola creativa e capace di generare nuove capacità nello studente con docenti giustamente severi, ma appassionati per poter infondere negli studenti la voglia di fare.
Orsini I.

