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Giornata Martinettiana 2026

L’evento di quest’anno dedicato al Giusto Don Stefano Cossavella

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Personale scolastico

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Venerdì 22 maggio l’Istituto “Piero Martinetti” ha ospitato la quarta Giornata Martinettiana, dedicata quest’anno al tema dell’umanità come moltitudine dei diversi e al valore dell’ospitalità che trascende ogni appartenenza religiosa, politica, culturale.

La Giornata, appuntamento annuale del percorso di studi sul pensiero e sull’opera del filosofo cui è titolata la nostra scuola e di altri Giusti, che hanno operato nel nostro territorio, è occasione di riflessione sui valori di giustizia e libertà, attraverso la conoscenza di figure esemplari per coraggio e pudore, particolarmente significative per le giovani generazioni. Sapere che nei luoghi che frequentiamo abitualmente sono vissute persone che hanno scelto di anteporre la cura dell’altro a quella di sè, senza aspettarsi né visibilità, né gloria può essere un modello di autenticità nelle relazioni umane in una società, come l’attuale, dominata dall’ossessione dell’apparire e in cui i rapporti interpersonali sembrano ormai privi di concretezza. La Giornata è parte integrante del Progetto Sulle orme di Martinetti, che si propone di ispirare nei giovani il desiderio di camminare sulla scia delle azioni del filosofo canavesano, “uomo libero in tempi di servitù politica” come lo definì Norberto Bobbio, e, soprattutto, uomo attento agli altri uomini, coerente con i propri valori di coscienza anche a costo di enormi sacrifici personali.

Quest’anno è stata ricordata la figura di Don Stefano Cossavella, il sacerdote che, in seguito alla fondazione della Repubblica di Salò ed all’inasprimento delle leggi razziali, accolse nella sua canonica, a Muriaglio, la famiglia ebrea del dottor Armando Morello, in fuga da Casale Monferrato e le offrì un rifugio sicuro, mettendo in pratica il valore – non solo cristiano, ma universale – dell’ospitalità. Per la sua azione ispirata al principio della salvaguardia dell’humanitas è stato recentemente riconosciuto come Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem.

Il convegno, aperto dai saluti istituzionali della Dirigente, dott.ssa Katia Milano, è stato moderato, con la consueta maestria, dalla dott.ssa Maria Cristina Fenoglio Gaddò, Presidente della Fondazione Casa e Archivio “Piero Martinetti” di Spineto. A portare i saluti della Fondazione Gariwo (Gardens of the Righteous Worldwide) che patrocina la nostra iniziativa, la dott.ssa Sabrina Di Carlo, responsabile dell’Ufficio Educazione, che ha introdotto i lavori, sottolineando l’importanza del coltivare la memoria affinché le nuove generazioni possano rendere migliore il nostro presente e costruire il loro futuro.

Il convegno è entrato nel vivo con l’intervento del dott. Erminio Maglione, Ricercatore in Storia della Filosofia presso Università Vita – Salute San Raffaele di Milano e presso la Fondazione Gariwo, che, partendo dalla lezione di Fromm, ha illustrato il significato più profondo della parola “amore”, sentimento che non deve essere confuso con il possesso o il condizionamento, ma che deve sempre garantire la libertà e la cura dell’altro per essere atto di profondo arricchimento.

In questo senso l’operato di Don Cossavella è stato un autentico atto d’amore. Il ricordo della sua figura è stato evocato dal Presidente dell’ANPI di Castellamonte, Mauro Rovetto, che, partendo dal racconto del padre e dalle testimonianze degli abitanti di Muriaglio, ha sottratto all’oblio la storia del sacerdote e della famiglia Morello, le cui vicissitudini si sono intrecciate anche con la locale storia partigiana. Sergio, fratello di Armando, da rifugiato si era presto trasformato in militante combattente della Resistenza e aveva trovato la morte patteggiando la ritirata dei tedeschi da Castellamonte; una morte che ottenne dignitosa sepoltura soltanto grazie alla pietas mostrata da Don Cossavella che, nottetempo, trasgredendo gli ordini dei comandi militari, ne aveva recuperato le spoglie.

I ricordi di Davide Morello, nipote di Armando e di Alessandro Viglia Atton, nipote di Don Cossavella, hanno restituito il calore umano ai protagonisti della vicenda. Il primo, ha ricordato che il gesto di Don Cossavella non ha soltanto salvato delle vite, ma ha consentito alla vita di proseguire e crescere nei discendenti; poi, ha raccontato la dedizione del nonno, medico perseguitato, per la propria professione, esercitata in clandestinità durante il soggiorno a Muriaglio, sia in favore dei residenti che dei partigiani feriti. Ha inoltre sottolineato il fervore dello zio nello sposare la causa della libertà, per la quale ha sacrificato la propria vita, quando era ancora nel fiore degli anni. Il secondo ha tracciato un vivido ritratto del sacerdote, con le sue abitudini e la sua generosità ed ha mostrato l’attestato ed il riconoscimento dello Yad Vashem.

In conclusione, Rachele Bernardi Gra, promotrice della pratica di riconoscimento di Don Cossavella come Giusto tra le Nazioni, ha spiegato come fosse nato in lei il dovere morale di salvaguardare questa storia e tramandarla, divenendo “sentinella della memoria”, memoria che, per non ridursi a mera ricorrenza, deve trovare voci sempre nuove attraverso le quali continuare a vivere. Ha poi invitato i ragazzi a riconoscere i “semi” lasciati in loro da questi uomini esemplari, in modo tale da custodirli e farli germogliare per non disperdere l’atto d’amore in essi contenuto e consegnarlo intatto alle generazioni che verranno dopo la loro.

Nel corso della Giornata, è stato presentato il lavoro di approfondimento realizzato dagli studenti coinvolti nel progetto, sotto la guida delle professoresse Monica Ferraris e Daniela Neirotti. I ragazzi, suddivisi in gruppi più ristretti, hanno realizzato pregiatissimi lavori multimediali, tesi ad approfondire diversi aspetti della vicenda e a dare voce ai personaggi che l’hanno vissuta.

 Tutti i lavori saranno presto reperibili sulla pagina dedicata al progetto del nostro sito istituzionale che, in costante aggiornamento, riporta i lavori dei precedenti anni scolastici e i nuovi materiali.

     Ultimo momento della giornata, non certo per ordine d’importanza, è stata la dedica a Don Cossavella, di una pianta e di una targa, particolarmente apprezzata dagli astanti, realizzata dagli studenti della 2C del Liceo Artistico sotto la guida della prof.ssa Sonia Simone.

Quest’anno, inoltre, un nuovo seme è stato gettato: l’albero delle parole dei Giusti, un albero multimediale su cui, in occasione delle future Giornate, nasceranno nuove fronde, nuove parole che identificano il profondo significato dell’operato dei Giusti. Humanitas, ospitalità, trasgressione ed etica sono i primi termini germogliati. L’obiettivo è che, studente dopo studente, l’albero possa crescere e prosperare, arricchendo il vocabolario dei giovani attraverso la memoria di chi li ha preceduti Sulle orme di Martinetti.

 

 

Monica Ferraris e Daniela Neirotti

 

 

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