Si è tenuta mercoledì 24 settembre presso l’istituto “Martinetti” di Caluso un primo momento di incontro con i docenti dell’Istituto sulla storia della scuola: l’occasione è stata la presentazione del libro di Marilena Pedrotti La fucina del sapere. I primi cinquant’anni del “Martinetti”. Ex insegnante e Vicepreside dell’Istituto, l’autrice ha voluto così omaggiare la scuola in cui ha lungamente lavorato attraverso le interviste e le testimonianze dirette dei docenti fondatori, intervenuti di fronte agli inseganti attualmente in servizio per raccontare la storia della loro scuola. Sono quindi emersi il carattere sperimentale, l’approccio metodologico innovativo ed esperienziale e l’attenzione alla valutazione che fin dagli esordi hanno caratterizzato la scuola.
Intervenuti la prof.ssa Gillone, docente dal 1992 al 2007 e in seguito Dirigente Scolastica, la prof.ssa Massara, memoria storica dei primi passi mossi dalla scuola calusiese, la prof.ssa Sanchini, fondatrice dell’indirizzo Linguistico, e l’ex Preside Prof. D’Amico.

La cronaca risale al 1974, quando la scuola, ancora in fase sperimentale, contava appena 20 studenti e 5 insegnanti: un inizio tutt’altro che in discesa. E invece… di lì la crescita esponenziale e inarrestabile, fatto ancor più sorprendente per un territorio di periferia come quello di Caluso. Sono aumentati gli studenti e gli Indirizzi, in un clima di proiezione e fiducia verso il futuro. A poco a poco è nata una scuola animata da un ideale democratico, aperta a studenti e genitori nello spirito dei recenti Decreti Delegati.
BUS – Bienno Unitario Sperimentale, questo il nome di partenza, in quanto il biennio doveva rappresentare un percorso comune a tutti per fornire una base omogenea di apprendimento. Il tutto letteralmente inventato dai docenti, pionieri creativi di un modo di fare scuola che ancora non esisteva. Primo problema allargare il bacino di utenza ed attrarre gli studenti del territorio, garantendo loro i debiti mezzi di trasporto.
Anni esaltanti di lavoro folle e appassionato, di conflitti e caparbietà, tutti uniti verso un obiettivo comune. La prof.ssa Sanchini ricorda con affetto e commozione che l’idea dell’indirizzo Linguistico è nata dalla constatazione della passione dei suoi studenti per lo studio delle lingue.
Prezioso l’intervento del prof. D’Amico, Preside del Martinetti dal 2000, quando l’Istituto era già famoso per il suo carattere sperimentale, il quale omaggia la competenza e dedizione degli insegnanti e l’evoluzione della scuola per aprirsi al territorio, istituendo collaborazioni e progetti insieme agli enti locali. Ricorda il rischio di chiusura di alcuni indirizzi e il coraggio di affrontare e superare questa sfida creando i moduli didattici sperimentali. È l’inizio di una seconda vita per il Martinetti, che assume la sua fisionomia attuale, capace di offrire una formazione sia liceale che tecnica.
Un incontro volto mantenere la memoria dell’enorme lavoro fatto, come sottolinea la Prof.ssa Pedrotti, per proiettarsi verso un futuro che ha radici profonde. Il Martinetti ha ed ha avuto un enorme impatto sulle persone e sul territorio e si è sempre caratterizzato per l’attenzione allo studente e al recupero delle fragilità. Ha aiutato molti a trovare se stessi e a costruire il proprio avvenire: lo dimostra il fatto che numerosi ex studenti sono poi tornati al Martinetti come insegnanti, a suggellare un rapporto d’affetto e gratitudine inesaurito.

La presentazione del libro sulla storia del “Martinetti” e il valore delle testimonianze che racchiude saranno oggetto di un nuovo incontro, aperto in questa occasione alla cittadinanza e a tutti coloro che siano desiderosi di ripercorrere le tappe di una lunga esperienza didattica, educativa, relazionale, previsto per venerdì 10 ottobre, nell’Aula Magna dell’Istituto, a partire dalle ore 18.
“Sarà una preziosa occasione – commenta l’attuale Dirigente Scolastico Katia Milano, che pure ha affidato una propria testimonianza all’opera –, per coloro che non conoscono a fondo il nostro Istituto, per comprendere il percorso, i valori e la vision che sono alla base della nostra identità, delle nostre scelte, del nostro agire educativo e didattico. Per coloro che negli anni hanno direttamente contribuito a formare la scuola come ritratta in questa pubblicazione sarà invece un momento per ricordare e ripensare un passato importante, che è sicuramente fonte di ispirazione per tutti noi”.
Milano K., Savoia S.
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