Ultima modifica: 2 Dicembre 2019

Gallerie immagini

Yves Klein e l’International Klein Blue (IKB)

Quando entriamo in un museo di arte contemporanea e vediamo un quadro monocromo possiamo pensare “siam capaci tutti a farlo”. Ma è proprio così? Visitate la GAM di Torino, c’è un’opera di Yves Klein, un quadro blu: osservatelo, percepite la profondità del colore e provate a riprodurlo. Vi avvisiamo che non sarà facile come credete!
L’International Klein Blue (IKB) è stato sviluppato dal pittore e da un chimico per avere la stessa luminosità ed intensità di colore del pigmento asciutto ed è stato realizzato sospendendo il pigmento in una resina sintetica. In seguito è stato brevettato, ma mai prodotto industrialmente, ed è caduto in disuso con la morte del pittore.
Con la 4C del liceo artistico si è tentato di riprodurre il colore, attraverso una collaborazione tra gli insegnanti di discipline pittoriche e di chimica. Artisticamente il monocromo è l’espressione di un’energia immanente al colore stesso, la cui manifestazione deve essere libera e non costretta da alcun segno. Per l’artista era l’anima e la rappresentazione di Parigi, la sua città. Chimicamente si tratta di una miscela composta da una resina polivinilica con blu oltremare solubilizzato tramite solventi organici. Ancora oggi alcuni prodotti che utilizzava l’artista sono reperibili nel colorificio Adam di Montparnasse, a Parigi, il cui titolare collaborò con Klein nella realizzazione del blu.
Nel 1955, dopo anni di ricerca, Klein trovò un nuovo prodotto chimico: il “Rhodopas M”, una resina sintetica usata normalmente come legante, prodotta dall’industria chimica Rhone–Poulenc, che lui, insieme al suo amico Edouard Adam, diluì in una soluzione di alcol etilico e aceto d’etile al 95%. Così miscelata la resina divenne un ottimo legante per i grani del pigmento stesso, ed era particolarmente adatta al blu oltremare in quanto non ne modificava la tonalità
Sono state fatte alcune prove con quantità differenti di pigmento e legante su diversi supporti. E’ stato utilizzato pigmento “blu oltremare”, un silicato di sodio e alluminio polisolforato: 2Na2Al2Si2O6 + NaS2, proveniente da Parigi. La resina polivinilica, anch’essa comprata presso il negozio in cui si serviva Klein, è un copolimero dell’acetato di vinile. Sono stati usati anche colla vinilica diluita (sviluppata nello stesso periodo e ancora oggi utilizzata) e due campioni di PVAc, polivinil acetato, a media e bassa densità. La vernice ottenuta è stata stesa su carta, polistirolo, legno e gesso.
Pur avendo seguito le indicazioni trovate in letteratura scientifica (ci si è appoggiati anche al centro restauro La Venaria Reale), si è ottenuta la profondità di colore desiderata solo sul gesso, mentre sugli altri supporti il colore si è inesorabilmente appiattito, perdendo l’aspetto vellutato del pigmento asciutto.
Ne concludiamo che la nostra percezione delle opere può essere inesatta e fuorviante. La riproduzione di un pezzo porta ad apprezzarne appieno il valore, che non è sempre percepibile ad una veloce occhiata durante la visita di un museo. L’arte contemporanea, spesso incompresa, offre degli spunti di riflessione sorprendenti e insospettabili. “L’arte non comincia dove finisce la razionalità; essa la prolunga nell’indicibile, per condurci là dove regna l’emozione.” (Denys Riout)

Progetto ideato e seguito dalla prof.ssa Silvia Faggian e dalla prof.ssa Giovanna Catania.


Progetto grafico per la copertina di un libro


Realizzazione di un dipinto su intonaco

Sebbene non sia precisamente un affresco, abbiamo preparato, come si usa nelle Accademie orientate al restauro di Beni culturali, un supporto con un’armatura autoprodotta realizzata con filo di ferro e viti inossidabili autofilettanti.
La scelta dell’intonaco è stata poi fatta per aiutare l’allievo a realizzare qualcosa di soddisfacente in tempi sostenibili, di conseguenza mi sono orientato sulla scelta di una malta premiscelata che permettesse anche la stesura dell’intonaco pittorico come percorso didattico.
La pittura è stata poi eseguita con colori a smalto ed acrilico, secondo il gusto stesso dell’allievo.
Alcuni angoli sono stati, inoltre ricollocati sul supporto armato poiché distaccatisi in fase di lavorazione. Questa operazione mi ha dato lo spunto per mostrare una fase interessante di restauro di dipinti murali, o comunque per manufatti artistici su supporti murari.

Progetto proposto e seguito dal prof. Giovanni Bassoli.


Realizzazione di pannelli architettonici

Realizzazione di pannelli dipinti a soggetto architettonico, orientata dalle nozioni fondamentali della pittura murale e/o decorativa. Sono risultate, nel lavoro, imprescindibili lo studio della sfumatura tonale per il soggetto architettonico e di paesaggio. Tecnica a idropittura e smalto su pannello.

Progetto proposto e seguito dal prof. Giovanni Bassoli.


Ritratti di Evita Peron

Le tele sono state tagliate a misura in virtù della progettazione grafica seguita dalla Prof.ssa De Toma, con il supporto di programmi di fotoritocco ed impaginazione quali illustrator e photoshop.
Per la fabbricazione dei telai, gli allievi hanno tagliato a misura i listelli adatti, così come stati procurati i pezzi metallici adatti alla composizione dei supporti.
Gli allievi che hanno scelto quale supporto tavole di legno, le hanno tagliate a misura e preparate con fondo adatto quale cementite o smalto a supporto.
L’obiettivo della docenza si è orientato fin da subito alla pluralità delle tematiche artistiche, all’interno della quale la sopradetta fabbricazione del supporto va ad aumentare la consapevolezza degli allievi per i materiali che costituiscono l’opera stessa.

Progetto proposto e seguito dal prof. Giovanni Bassoli.


Teatro con il prof. De Bartolomeis

Partecipazione alla presenza ed incontri del Prof. Emerito dell’Accademia Albertina De Bartolomeis che ha prodotto appositamente per gli studenti del nostro Liceo una lettura teatrale che è stata interpretata in sua presenza dagli allievi Ravazzi, Salino, Salvatico e Testa di 5^ C.


L’artista e l’opera

Il progetto è stato sviluppato dai nostri studenti della 4C del liceo artistico, anno scolastico 2018/19.
I lavori sono stati realizzati pensando ad un’ipotetica composizione, realizzata con Photoshop, che potesse contenere il ritratto dell’artista scelto dagli studenti, ed una “traccia” del suo operato, delle sue o della sua opera. Il progetto è originale e la composizione libera.
Tecnica mista, ovvero pantoni, matite, acquerello, inchiostri, acrilici, tempere.
Misure 50×70 cm.

Progetto proposto e seguito dalla prof.ssa Giovanna Catania, docente di discipline grafiche e pittoriche.


Ritratti di cani

Tecnica mista per i cani che i ragazzi della classe quarta C del liceo artistico a/s 2019/20 hanno realizzato, ispirandosi ai famosi scatti del fotografo tedesco Christian Vieler.
Questi lavori, saranno esposti presso il nostro Istituto e messi all’asta nel mese di dicembre 2019.
I proventi saranno devoluti al canile di Caluso.

Progetto ideato e seguito dalla prof.ssa Giovanna Catania, docente di discipline grafiche e pittoriche.


Petronilla per Olivetti

Petronilla è un progetto a cui gli studenti della classe 5C a/s 2019/20 hanno partecipato, ed è relativo all’ideazione di un’etichetta per un vino rosè, metodo classico, prodotto dalla Cantina Gnavi di Caluso.

Il progetto è liberamente ispirato alla grafica olivettiana che spazia dalla letteratura alla dattilografia e che propone elementi della classicità e della modernità (sulle quali l’azienda costruirà in seguito uno dei suoi filoni iconografici).
Gli studenti hanno utilizzato forme e modelli, archetipi e geometrie strettamente legate alle forme iconografiche del bel prodotto comunicativo (sopratutto elementi tratti dal manifesto olivettiano) che ha cambiato e arricchito la storia della grafica italiana.
Petronilla si pone come un bel dettaglio all’interno di un più vasto e corale progetto centrato sulla vita e il magistrale lavoro di Adriano Olivetti che ha interessato diverse scuole del territorio.

Progetto ideato e seguito dalla prof.ssa Giovanna Catania, docente di discipline grafiche e pittoriche.


Ritratti a Pantone in scala di grigi

Per la prima volta i ragazzi della classe quarta C a/s 2018/19 del liceo artistico, si sono cimentati nello studio della tecnica a pantone, una tecnica grafica che ha permesso agli studenti di elaborare da immagine fotografica, una copia in scala di grigi.
I pantone sono una tipologia di pennarelli particolarmente indicati per la grafica, non facili da usare, aerografabili e, con una buona tecnica, anche sfumabili.

Lavoro didattico seguito dalla prof.ssa Giovanna Catania, docente di discipline grafiche e pittoriche.


Mettici la faccia

Questi ritratti sono stati realizzati dalle classi quarta e quinta del liceo artistico nell’anno scolastico 2018/19.
E’ alla seconda edizione e ha previsto un lavoro coordinato su tutto il personale della scuola che ha aderito al progetto e… si è prestato per metterci la faccia!
Preventivamente è stato fatto un lavoro fotografico dagli studenti, abbiamo allestito uno studio fotografico all’interno del nostro laboratorio e lì, i ragazzi hanno fotografato i modelli da ritrarre, docenti, personale ATA, personale di segreteria, tecnico, e anche il dirigente scolastico prof. Giorgio Pidello.
Successivamente, dall’elaborazione fotografica si è passati a quella grafica/pittorica, abbiamo scelto i materiali, i supporti, i modi e le tecniche, spaziando dal colore ad olio, all’acquerello, all’acrilico, ai pantoni, all’inchiostro ecc..mescolando anche le tecniche ed ottenendo risultati variegati.
I ritratti sono stati esposti in una bella mostra, ricchissima, che si è protratta nel nostro Istituto da maggio a settembre 2019.

Progetto ideato e sviluppato dalla prof.ssa Giovanna Catania, docente di discipline grafiche e pittoriche.