Ultima modifica: 9 Dicembre 2020
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CLIL? Certamente sì! Intervista alla professoressa Emanuela Oria.

La professoressa di Inglese Ilaria Lavelli intervista la collega, la docente di Lettere Emanuela Oria, per svelare che cosa sia il CLIL nella pratica didattica e come possa contribuire all’arricchimento dell’offerta formativa e al potenziamento delle competenze integrate.
ILARIA – Che cosa è il CLIL?
EMANUELA – Il Clil è un approccio metodologico che prevede l’insegnamento dei contenuti di una specifica disciplina non in lingua italiana, ma in lingua straniera . È caratterizzato dalle famose 4 C. Nello specifico,
Contenuto: il contenuto del Clil non è la lingua, bensì le conoscenze inerenti alle discipline non linguistiche come storia, filosofia, scienze, fisica, storia dell’arte…
Comunicazione: il Clil implica sempre un momento di presentazione e produzione in lingua, non solo tra alunni e insegnanti, ma tra pari. La comunicazione viene sempre valutata per la sua qualità, ma soprattutto per la sua efficacia.
Cognizione: l’atto del pensare-imparare- riflettere, che è veramente il nodo centrale della metodologia, che punta all’attivazione di modelli produttivi di pensiero. Cultura: il Clil è per definizione trasversale e transculturale e punta ad un approccio multiculturale, aperto e tollerante.
ILARIA – Perché  è utile ?
EMANUELA – Direi perché l’apprendimento, nel Clil, è pratico, esperienzale, basato sul learning by doing, l’imparare facendo, orientato quindi allo svolgimento di compiti (tasks) che implicano l’utilizzo di varie competenze, non ultima quella digitale. In questo senso il Clil, enfatizzando la pratica laboratoriale, in piccoli gruppi, affianca e supera la didattica frontale.
ILARIA – Sappiamo che lei è insegnante certificata CLIL. Che cosa vuol dire ?
EMANUELA – Il profilo del docente che vuole insegnare attraverso la metodologia Clil è caratterizzato dai seguenti requisiti:
  • competenze linguistico-comunicative nella lingua veicolare di livello C1, come nel mio caso, o almeno livello B2
  • competenze metodologico- didattiche acquisite a seguito di un corso di perfezionamento universitario, riconosciuto dal Miur.
È proprio in questa sede che il docente individua ed elabora strategie didattiche alternative, che vengono sperimentate e messe a punto grazie al confronto fruttuoso con i colleghi. Vorrei far notare inoltre che Il Martinetti, per sua vocazione e tradizione, è caratterizzato da una particolare attenzione  alla  sperimentazione ed è stato quindi naturale accogliere e inserire nella nostra pratica didattica questa nuova metodologia.

 

E. Oria

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