Ultima modifica: 2 Febbraio 2022
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Settimana della Memoria 2022 al Martinetti

Mercoledì 26 gennaio, l’IIS Martinetti ha avuto l’onore di ospitare il Prof. Lucio Levi, docente emerito di scienza politica all’Università di Torino, il quale ha incontrato le classi terze del nostro istituto in due turni differenti.
Studentesse e studenti, in presenza o a distanza, hanno avuto modo di ascoltare la sua testimonianza in merito alla fuga della sua famiglia da Torino dopo i bombardamenti del 1943, al trasferimento a Dogliani, alla terribile esperienza del mandato d’arresto e al periodo vissuto in clandestinità a Baudrà.

Il Prof. Levi ha inoltre potuto apprezzare il lavoro di ricerca dei nostri studenti e ringraziare personalmente le classi 5L, 5C e alcuni studenti di 4B, 4N e 3L i quali, tramite la realizzazione di illustrazioni monocromatiche, brani musicali e registrazioni di letture tratte dalle sue memorie, hanno dato vita a un video che riassume e testimonia gli episodi principali della clandestinità a Baudrà.
Giovedì 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria,  presso il Teatro dell’Oratorio di Caluso è stato presentato alla cittadinanza il progetto Salva una Storia, realizzato dagli alunni del IIS Martinetti. Il composito progetto di natura storica, nato a seguito di un PCTO svolto presso l’Archivio storico del Comune di Caluso, ricostruisce le vicende personali di 22 ebrei serbi e croati presenti in internamento libero nel territorio calusiese  fra il dicembre del 1941 e il dicembre del 1943. 

Erano presenti circa 60 studenti dell’Istituto, accompagnati dai docenti e dal Dirigente Scolastico Katia Milano. 

Il progetto è cofinanziato dal Comune di Caluso, dalla Comunità ebraica di Torino e dall’Istituto contro gli antisemitismi De Levy ed è patrocinato dall’Istituto veronese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Ettore Gallo” di Vicenza, dalla Fondazione Fossoli, dall’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in Valle d’Aosta e dall’Istituto storico della Resistenza in provincia di Novara “Piero Fornara”. 

 

Gli studenti  di diversi indirizzi, scientifico, linguistico e artistico, ciascuno dei quali ha evidenziato le competenze tipiche della propria curvatura di studi, hanno presentato tre elaborati inediti: 

  • un Wikibook, cioè un e-book dal contenuto didattico inedito reso disponibile con licenza libera sul web, realizzato dagli studenti delle classi 5G e 5E, sotto la guida delle prof.sse Francesca Lapolla e Daniela Neirotti;
  • un documentario intitolato “Salva una storia”, realizzato da Arianna Allasia, Martina Basile, Federico Bosica, Ludovica Mensa (5 E), Giaele Barbero, Letizia Mensa, Andrea Palmese, Alice Petrassi, Laura Rua (5 G), Francesca Zanetto (4 C irc), Marianna Minardi, Cristian Gnavi, Greta Nocita, Sabrina Bocchiardi (5C irc), Alessia Bussetto (4 N), Ley Martinotti, Gaia Toffanello (5L irc), sotto la guida della prof.ssa Ileana Orsini e Cecilia Ceccherini, sottotitoli in inglese a cura degli alunni della V G sotto la guida della prof.ssa Flora Benvenuti, consulenza storica del prof. Paolo Momigliano Levi, sound engineer Eugenio Pane;
  • una formella commemorativa, posta in via Bettoia, realizzata dagli studenti delle classi 2L e 2C, sotto la guida dei proff Sonia Simone, Silvia Faggian e Angelo Villani.

Il Sindaco del Comune di Caluso, Arch. Maria Rosa Cena, ha sottolineato il valore storico documentale del lavoro svolto dai ragazzi e l’importanza dell’investimento economico in favore della scuola. L’Ing. Piera Levi Montalcini, dopo aver testimoniato le vicende della sua famiglia durante il periodo delle leggi razziali e delle persecuzioni fasciste, ha sottolineato la cura con cui gli studenti si sono cimentati nella realizzazione del documentario.

 

Il Presidente dell’A.S.A.C. Ivrea, giornalista e storico del territorio calusiese, Tiziano Passera, unico studioso informato sulla vicenda, commentando dei documenti dal sapore fortemente antisemita reperiti dagli studenti ha sottolineato il valore didattico di ricerche storiche così approfondite. Il dr. Guido Rietti, in rappresentanza della Comunità ebraica di Torino, ha sottolineato il valore dell’istituzione del Giorno della Memoria da parte dell’ONU, allo scopo di sensibilizzare i cittadini in merito alla Shoah, affinché fosse di monito anche etico per il futuro.

Sono anche stati presentati due segmenti del progetto ancora da realizzare:

  • opera scultorea di grandi dimensioni, che sarà realizzata nel corso di questo e del prossimo anno scolastico, dagli alunni delle classi seconda del Liceo artistico sotto la guida dei prof. Angelo Villani e Sonia Simone;
  • un pieghevole, con la funzione di divulgare lo studio fra i membri della cittadinanza che sarà realizzato dagli studenti della classe 5C sotto la guida della prof.ssa Cecilia Ceccherini. 

SIGNIFICATO DELLA FORMELLA COMMEMORATIVA 

L’ideazione del bozzetto della formella è di Marianna Mainardi e Greta Nocita, classe VC Liceo Artistico. 

La formella riunisce due idee.

La prima intende mettere in risalto i nomi dei 22 ebrei per sottolineare, che non si tratta di numeri, ma di vite. I nomi sono stati intrecciati in  un crucipuzzle. 

La seconda idea si basa su una contrapposizione tra diversi piani  compositivi.  

Lo sfondo è costituito da uno skyline del centro di Caluso, luogo in  cui si sono svolti gli eventi, realizzato tramite incisione.

In primo piano invece in altorilievo si staglia una mano, che rappresenta l’aiuto offerto dai calusiesi agli ebrei internati. 

Il fondamento storico di questo aiuto è stato storicamente tratto dall’articolo de La Provincia di Aosta, organo di stampa ufficiale del Partito Fascista. Era il giorno di Santo Stefano del 1941 e alcuni giovani calusiesi avevano chiamato gli ebrei per festeggiare insieme. Si tratta di una mano che invita a ballare insieme, a bere insieme a festeggiare insieme. 

La mano in realtà richiama anche l’aiuto che gli ufficiali dell’esercito italiano hanno dato agli ebrei serbi e croati internandoli in questo territorio allo scopo di salvarli dagli Ustascia, nazisti locali.

Le due idee, grazie alla  collaborazione, elemento che contraddistingue a tutti i livelli questo lavoro, sono state messe in comune e l’incisione della skyline, la mano in alto rilievo  e sullo  sfondo il cruciverba di nomi, anch’essi incisi nell’argilla.

Dopo l’ideazione, la formella è passata nelle mani degli studenti delle classi 2C e L artistico; è stata modellata in argilla di Castellamonte sotto la guida della prof.ssa di Discipline Plastiche Sonia Simone e la prof. Silvia Faggian.  

Dopo l’essiccazione è stata ingobbiata e poi cotta.

La formella presenta una frattura; essa indica che l’aiuto offerto agli ebrei sia da parte degli ufficiali italiani in Croazia, che dei calusiesi è stato contrastato  dalle autorità fasciste e giudicato in maniera severa, come indicano i documenti. Per mettere in evidenza questa frattura, la formella lascia intravedere del filo spinato, simbolo della tragica fine di alcuni di loro, nei campi di sterminio.

 

I diversi elaborati e il lungo lavoro di ricerca, documentazione e realizzazione sono stati presentati agli studenti del triennio del Martinetti nella mattinata di lunedì 31 gennaio: alla conferenza ha preso parte anche il prof. Momigliano Levi, cui si deve anche la consulenza storiografica al progetto Salva una storia, che ha elogiato l’impegno degli studenti, nonché il valore artistico, la qualità e accuratezza del loro prodotto, sottolineate anche dal dr. A. Salassa dell’Istoreto e B. Lampronti della Comunità Ebraica di Torino. 

Ultimo appuntamento con le classi del biennio, che mercoledì 2 febbraio hanno assistito nell’Aula Magna del Martinetti a una conferenza intitolata Massimo, un bambino della Shoah: relatori Guido Foa, nipote di Elena, una vittima di deportazione ad Auschwitz, e figlio di Massimo Foa, fortunosamente scampato al genocidio; Cristina Bernard, figlia di una staffetta impegnata attivamente nella Resistenza partigiana canavesana; Sandra Boggio, nipote di “mamma Tilde” Boggio che fu proclamata Giusta fra le Nazioni per la protezione offerta al piccolo Massimo Foa.

Dore R., Orsini I., Savoia S.

2 commenti »

  1. In una situazione in cui troppi dimenticano, oggi, il dovere del rispetto e della dignità di ogni essere unano, in cui un po’ tutti non facciamo sentire alto e forte il richiamo ad una politica nazionale ed europea più vigile e ferma contro ogni discriminazione, i lavori fatti e presentati dai ragazzi ci fanno sperare che dall’Istituto Martinetti escano giovani capaci di offrire alla vita comune esempi positivi di umanità di civismo.
    Grazie con molta stima
    Paolo Momigliano Levi

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